Biografia

E’ raro il caso di artisti, soprattutto nell’ambito delle arti figurative o
della visione, come preferirei dire seguendo Carlo Ludovico Ragghianti, che l’
approfondimento tecnico, la specializzazione stilistica si accompagnino ad una
persistente, quasi ossessiva, spontaneitą di immaginazione e
rappresentazione.
E’ questo il caso di Aniello Scotto, artista introverso nell’ispirazione di
fondo ma fortemente rappresentativo nella capacitą e volontą di esprimere il
suo mondo poetico, i suoi stati d’animo.
Nato nel 1959, ha frequentato il Liceo artistico e l’Accademia delle Belle
Arti. Fra i suoi maestri Domenico Spinosa e Bruno Starita. Nel 1982 riceve un
primo importante riconoscimento, pur se la sua opera, sin dagli esordi, si
caratterizza per un connaturato anticonformismo. Si tratta del Premio “Primo
Vere”, conferito dalla Accademia Nazionale di San Luca di Roma per l’incisione
Apocalisse.
Nel 1986 Scotto incontra il poeta Gerardo Pedicini e, dalla loro amicizia,
nasce un volume particolarmente interessante, presentato anche al pubblico
Spagnolo: Dodici sonetti ancipiti per dodici capricci incisi.
L’anno dopo un altro incontro decisivo nel percorso formativo del giovane
artista, quello con PietroAnnigoni e Fabrizio Clerici.
Accanto all’attivitą squisitamente creativa, Scotto colloca quella, anch’essa
fondamentale, di maestro, aperto alla sensibilitą e alle aspettative dei
giovani, come docente di “Tecniche dell’incisione” e di “Disegno artistico”
presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

Ernesto Paolozzi


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